ADOZIONE INTERNAZIONALE
Adozione internazionale dall'Italia: tutte le fasi e i tempi
Adottare un minore residente all'estero mentre si vive in Italia significa attraversare due sistemi: quello italiano e quello del Paese di origine. Non è possibile sostituire l'ente autorizzato con la sola compilazione dei documenti. Conviene capire in anticipo quali passaggi dipendono dal tribunale, quali dall'ente e quali dalle autorità estere.
Sezione 01
1. Disponibilità e valutazione in Italia
Si parte dal tribunale per i minorenni del distretto di residenza, seguendo le sue modalità di domanda e preparazione. I servizi territoriali raccolgono informazioni sulla storia, sul contesto familiare e sulle capacità di accoglienza; il tribunale decide con provvedimento motivato sull'idoneità. Le istruzioni locali possono richiedere un corso prima del deposito, come avviene nell'area del Tribunale di Torino.
Da tenere presente
- Controllare il tribunale competente e il suo elenco di documenti.
- Conservare ricevute, attestati e comunicazioni ricevute.
- Non interpretare una valutazione favorevole come promessa di abbinamento.
Sezione 02
2. Il mandato all'ente autorizzato
Secondo le FAQ della Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), l'incarico a un ente autorizzato deve essere conferito entro un anno dalla comunicazione del decreto di idoneità. La CAI precisa che quel termine non è prorogabile secondo la disciplina richiamata. L'ente assiste nella documentazione, nei rapporti con l'estero e nel percorso successivo: l'intervento non è una consulenza facoltativa da eliminare per risparmiare.
Da tenere presente
- Verificare l'iscrizione nell'albo CAI e le aree di operatività.
- Chiedere un preventivo scritto, con voci italiane ed estere separate.
- Annotare la data di comunicazione del decreto e il termine per l'incarico.
Sezione 03
3. Paese di origine, dossier e abbinamento
Le regole del Paese cambiano: età ammesse, condizione familiare, documenti, tempi di permanenza, lingua e richieste post-adozione. Un ente autorizzato per un Paese non garantisce che stia ricevendo nuovi mandati o che vi siano abbinamenti compatibili. L'ente e le autorità estere gestiscono le fasi previste dal sistema, compresi i controlli sulla situazione giuridica del minore. Le preferenze degli adulti non possono prevalere sul suo interesse.
Da tenere presente
- Domandare per quali Paesi l'ente accetta effettivamente incarichi oggi.
- Chiedere se esistono restrizioni specifiche per età, stato civile o nazionalità.
- Far spiegare in anticipo le aspettative sui viaggi e sui rapporti post-adozione.
Sezione 04
4. Autorizzazione, ingresso e vita dopo l'adozione
La CAI descrive la fase di autorizzazione all'ingresso e alla residenza in Italia del minore e i successivi adempimenti davanti alle autorità competenti. La procedura non termina all'aeroporto: possono essere previsti monitoraggio, relazioni post-adottive e supporto alla famiglia. Il riconoscimento e la trascrizione del provvedimento dipendono dalla situazione giuridica e dalla procedura applicabile.
Da tenere presente
- Preparare un piano di congedi, cure, scuola e supporto linguistico.
- Confermare la documentazione che sarà rilasciata prima del viaggio.
- Richiedere un calendario degli obblighi post-adottivi applicabili.
Sezione 05
Cosa raccontano davvero le statistiche CAI
Il rapporto annuale CAI riferisce per il 2025 527 procedure con autorizzazione all'ingresso e 664 minori. La durata media complessiva del percorso è stata circa 50 mesi secondo il rapporto, non la durata che un singolo nuovo richiedente deve aspettarsi. Il 70% dei minori nelle procedure concluse nel 2025 era classificato dalla CAI nella categoria dei bisogni speciali: definizioni statistiche e situazione individuale vanno lette nel rapporto, senza trasformare la categoria in una diagnosi. Nel primo semestre 2026 le procedure concluse sono state 217, contro 242 un anno prima.
Da tenere presente
- I dati descrivono procedure completate, non probabilità personali di abbinamento.
- Non sommare medie di fasi diverse come se fossero una promessa.
- Controllare la data di pubblicazione dei dati e i possibili cambiamenti dei Paesi.
RISPOSTE CONCRETE
Domande frequenti
Posso fare tutto da solo senza ente?
Per il percorso internazionale disciplinato in Italia, no: la CAI chiarisce che l'intervento degli enti autorizzati è necessario.
Se ho il decreto, quanto tempo ho per scegliere l'ente?
La CAI indica un anno dalla comunicazione del decreto per conferire l'incarico; non prevede proroga generale del termine.
L'adozione nazionale può proseguire nello stesso periodo?
L'apertura di entrambe le strade va gestita con gli uffici e l'ente. Se una famiglia accoglie un figlio con adozione nazionale durante l'iter internazionale, la CAI richiede di informare subito l'ente e aggiornare la situazione familiare; non si prosegue come se nulla fosse.